La chirurgia laser refrattiva

  La chirurgia laser refrattiva
La funzione visiva dell'occhio
Difetti di refrazione
Lasik: chirurgia della miopia abbinata al laser
 
   

Parole chiave

   

     
IL Prof. M. Lombardi e il Prof. S.N. Fyodorov
   

      L'équipe del Prof. Lombardi è stata la prima in Europa ad eseguire interventi di chirurgia refrattiva secondo il metodo del Prof. S.N. Fyodorov, ed è stata ancora la prima a dotarsi di un laser ad eccimeri in Italia nel 1989. Inoltre, il primo Congresso Internazionale di Chirurgia Refrattiva, organizzato dagli americani della VISX, ha avuto luogo presso la sede di Roma della Lombardi Eye Clinic. Il Prof. Lombardi ne è stato il direttore e l'organizzatore, e, sempre in quella sede, ha tenuto il primo Corso Internazionale di Specializzazione nell'uso del Laser ad eccimeri, dedicato a studiosi provenienti da tutto il mondo, dalla Corea alla Finlandia e all'America.
         

 

 

Quali sono le domande più ricorrenti?

 
 
 
  • Dopo l'intervento sarà possibile togliere definitivamente gli occhiali?
    L'obiettivo della chirurgia con il laser ad eccimeri è di ridurre la dipendenza dagli occhiali o dalle lenti a contatto.
    E' certo però che non tutti i candidati potranno liberarsene completamente, qualcuno potrà aver bisogno di un occhiale soltanto per alcune particolari situazioni, come la guida notturna. Dopo i 40 anni d'età si potrà , dopo l'intervento, togliere completamente gli occhialio per la visione da lontano, ma a causa della presbiopia, aver bisogno di una correzione da vicino.
  • In caso di necessità, potrò rimettere le lenti a contatto dopo l'intervento?
    Se necessario, sì, è possibile. L'importante sarà rivolgersi ad uno specialista contattologo. A volte, infatti, dopo un intervento di PRK o LASIK, l'applicazione potrà essere più complessa.
  • E' vero che l'intervento dura pochi secondi?
    L'azione del laser, in realtà, dura mediatamente dai 20 secondi ad 1 minuto e mezzo. La parte della preparazione del paziente - per esempio: gli esami preoperatori, la vestizione.. - e la parte della preparazione dell'occhio - l'anestesia.. - richiedono qualche minuto in più. Da quando si entra nella clinica a quando si è dimessi dal chirurgo trascorre al massimo un'ora.
  • Potrò vedere 10/10 dopo una PRK o una LASIK?
    Se i 10/10 si vedevano anche prima dell'intervento, nella maggioranza dei casi la risposta è sì.
    In rari casi si possono guadagnare, o perdere dopo il trattamento 1 o 2 decimi di visione. I tempi di recupero del miglior visus sono differenti secondo il tipo d'intervento effettuato, se in PRK o in LASIK.
  • Questo tipo di chirurgia è compatibile con tutti i bandi di concorso?
    La maggior parte dei bandi non crea limitazioni in merito. Ci sono dei bandi di concorso che specificano la non idoneità del candidato se è stato sottoposto a LASIK o PRK - alcuni bandi delle forze dell'ordine.
 
 

Indicazioni e motivazioni all'intervento


  • Vi sono delle indicazioni strettamente cliniche, come ad esempio l'ansiometropia, vale a dire una netta differenza del difetto di refrazione tra i due occhi, che non può essere corretta adeguatamente con il comune occhiale. Vi sono inoltre numerose motivazioni individuali, personali, di ordine professionale, psicologico, attitudinale che hanno un peso rilevante nella scelta di sottoporsi all'intervento chirurgico.
    La ballerina, il campione di tuffi, il pilota di aerei, l'autista, ma anche più semplicemente il cuoco, il muratore, il poliziotto, sono esempi di professionisti che male utilizzano gli occhiali durante il lavoro, e le lenti a contatto sono spesso fastidiose o addirittura pericolose in alcune situazioni. Tra i candidati alla chirurgia refrattiva c'è anche chi fa fatica a vedersi con gli occhiali e si sente psicologicamente condizionato dal loro utilizzo, o chi semplicemente desidera avere una migliore visione senza occhiali o lenti a contatto per godere le più normali situazioni della vita quotidiana, come guardare la sveglia al mattino senza dover cercare sul comodino gli occhiali, andare al mare senza temere il danno dell'acqua salata sulle lenti a contatto, o entrare in un locale pubblico durante una fredda giornata invernale e vedere chiaramente subito, senza dover disappannare gli occhiali.
 

Il laser


  • Dal 1988 viene utilizzato il laser ad eccimeri. In quasi tredici anni di esperienze mondiali sono stati trattati milioni di occhi. Come tutti i laser esso è costituito da una sorgente intensa di luce - o radiazione elettromagnetica. Il laser ad eccimeri, in particolare, emette un fascio ultravioletto (193 nm) con altissima energia specifica ma bassissimo potere penetrante nelle cellule biologiche. Questo consente una fotoablazione per dissociazione molecolare di strati infinitesimali di tessuto corneale, senza danno per le cellule adiacenti. Rappresenta il "bisturi" più preciso e delicato oggi esistente, ideale per la microchirurgia oculare.
 

Le tecniche


  • Oggi le tecniche più usate sono la PRK o cheratotomia fotorefrattiva e la LASIK o cheratomileusi laser. In relazione alle condizioni oculari personali, il chirurgo sceglierà quella più appropriata ed efficace.
  • PRK
    Utilizza il raggio del laser ad eccimeri per rimuovere sottilissimi strati di tessuto corneale, rimodellandone così la curvatura. Il diametro della parte trattata è di 6/8 mm e lo spessore è misurato in millesimi di mm. Si esefue disepitelizzando circa 10mm di diametro dell'epitelio corneale (primo strato esterno della cornea: circa 50 microns) e poi si esegue la fotoablazione direttamente sulla superficie dello Bowand (secondo strato dopo l'epitelio) e quindi dello stroma corneale (terzo strato: quello di maggior spessore e quindi più significativo per ottenere effetto di correzione ottica tramite scultura ablativa corneale).
    Nota storica: è stata la prima tecnica utilizzata con il laser ad eccimeri.


  • LASIK
    Si esegue una sottile sezione a cerniera della cornea, detta "lembo corneale", sollevato questo lembo si tratta la cornea sottostante con il laser ad eccimeri. Alla fine della procedura si riposiziona il lembo senza la necessità di sutura.
    Nota storica: è stata la seconda tecnica utilizzata con il laser, ed è oggi considerata la più raffinata, ideata ed eseguita per la prima volta dal Dott. Lombardi nel 1989, ma sfortunatamente non pubblicata con altrettanta rapidità...
 
 

L'intervento


  • PRE
    Il paziente viene sottoposto ad una accurata visita oculistica per verificare il reale difetto visivo e la possibilità di praticare l'intervento con il laser. Verrà poi effettuato un esame in dilatazione pupillare e una topografia corneale.
 
  • Il giorno del trattamento
    Accompagnato, al paziente verrano istillate delle gocce di collirio anestetico. La presenza in sala operatoria dura solo pochi minuti e l'intervento tecnico sull'occhio dai 40 ai 50 secondi. L'équipe del Prof. Lombardi considera inutile bendare l'occhio dopo l'intervento. Al paziente verrà fatta leggere la tavola della misurazione della vista già due minuti dopo l'intervento. Quindi si valuterà l'utilità o meno dell'applicazione di una lente a contatto usa e getta in pochi casi selezionati (ad e. nella PRK) per non oltre 24-48 ore. Verrà poi prescritta una terapia a base di colliri.
 
  • A casa
    Il paziente potrà avvertire una sensazione di fastidio o dolore in regione oculare durante le prime 24/72 ore. Questi disturbi sono ben tollerati con l'uso di analgesici. Si consiglia un periodo di riposo di qualche giorno. Nelle giornate successive verranno effettuati dei controlli. La vista migliorerà giorno per giorno. A una/due settimane dall'intervento la qualità della visione sarà già discreta e continuerà a migliorare mano a mano che si completa il processo di riepitelizzazione e cicatrizzazione della cornea. L'assestamento definitivo, dipendente dalla reazione bilologica individuale, viene progressivamente controllato dall'oculista e si completa normalmente entro due o tre mesi.
    La precisione dell'intervento è determinata dal laser, che è controllato da un sofisticato computer. Ci si potrebbe aspettare perciò una precisione assoluta nei risultati se il tessuto trattato fosse inerte come la plastica, ma essendo invece, la cornea, un tessuto bilologicamente attivo, i risultati refrattivi post-operatori dipendono dalla risposta cicatriziale individuale che può variare da occhio a occhio.